Intervista a Baricordi e Bevere

Un piccolo esperimento di "intervista doppia": protagonisti Andrea Baricordi (Kappa Edizioni/Star Comics) e Gianluca Bevere (Planet Manga), per uno sguardo a tutto tondo sul Giappone e sui manga in generale...

Nome e Cognome.
Andrea Baricordi: Andrea Baricordi (oppure “Ehi, tu!” per gli amici).
Gianluca Bevere: Gianluca Bevere.

 • Luogo e data di nascita.
AB: Portomaggiore (FE), settesettembresessantotto.
GB: Milano 20 maggio 1975.

• Occupazione
AB: Sto ancora cercando di capirlo. Quando me lo chiede mia nonna, le rispondo “idraulico”, così non devo dare lunghe spiegazioni.
GB: Editor e traduttore per Planet Manga.

• Vi siete mai incontrati nella vita?
AB: Si, ma è un bel pezzo che non ci si vede. Aò, ‘ndo stai?
GB: Diverse volte.

• Due cosa che ami del Giappone.
AB: L’amore per la tradizione e la gente di campagna.
GB: I manga e le verdure sotto sale.

• Due cose che odi del Giappone.
AB: Gli hobby che si trasformano in ossessioni maniacali e il malsano comportamento dettato dallo strapotere gerarchico nelle grandi aziende cittadine.
GB: La folla e il terribile caldo estivo.

• Una cosa che gli italiani dovrebbero imparare dai giapponesi.
AB: L'organizzazione.
GB: La cortesia.

• Una cosa che i giapponesi dovrebbero imparare dagli italiani.
AB: Imparare a godersi un po’ di più la vita.
GB: La praticità.

• Meglio vivere in Italia o in Giappone.
AB: Nonostante tutto, meglio l’Italia. In Giappone, per ora, solo da turista.
GB: Italia.

• Cosa ti viene in mente se dico: Akihabara...
AB: La capitale dell'impero Otaku.
GB:
Elettronica

• sushi...
AB: Quattordici piatti uno sull’altro e la pancia estremamente piena.
GB: Pesce.

• Gothic Lolita...
AB: La piazzetta davanti al Tempio di Harajuku.
GB: Misa Amane.

• Love Hotel...
AB: Un servizio per Kappa Magazine mai portato a termine perché i gestori, quando ci vedevano entrare con la macchina fotografica, ci cacciavano via al grido di “only two for room, please!”.
GB: Sesso.

• La metropolitana di Tokyo...
AB: Il sistema più comodo e veloce per non riuscire a vedere Tokyo.
GB: Un labirinto.

• Perché quasi tutti i lettori di manga sognano di sposare una giapponese?
AB: Perché credono che siano come le protagoniste dei loro fumetti preferiti. Oh, come si sbagliano…
GB: Perché non le conoscono davvero e le idealizzano. Quelle che ci fanno vedere nei manga, esistono solo nei manga, così come le ragazze dei film o delle pubblicità non le si vedono per strada.

•  Perché in Italia il manga continua a vendere così poco?
AB: Veramente va ancora a ruba. Semplicemente i titoli meno rappresentativi (e spesso anche quelli più attesi dal fandom ‘radicale’) restano schiacciati dalla mole di uscite mensili. Tutto il resto va a stragonfie vele.
GB: È un fenomeno che ha meno di 20 anni. Diamogli tempo. Oppure c’è da chiedersi: perché in Giappone vende così tanto?

• Quanto vende in media un manga di successo?
AB: Dipende dalle esigenze della casa editrice. Dalle 10.000 copie in su vivi tranquillo (se vai in edicola), sotto è una perdita, e devi inventarti qualcosa per non rimetterci la pelle. Poi ci sono quelli che vendono tre, cinque, otto volte quella cifra, e allora sei molto sereno…
GB: Non ne ho la minima idea. 20.000 copie?

• Un manga che non avresti voluto pubblicare per la tua casa editrice?

AB: Mi appello al quinto emendamento
GB: Dal punto di vista commerciale: HIKARU NO GO, una storia strepitosa che adoro davvero, ma che ha fatto flop. Dal punto di vista artistico: boh… come tutti, ne abbiamo fatte tante di schifezze. Inutile nominarne una.

• Un manga che avresti voluto pubblicare per la tua casa editrice

AB: Nausicaaä
GB:
Tutte le prime opere di Otomo. Oppure YAWARA, di Urasawa Naoki. Purtroppo gli autori non vendono i diritti.

• Un manga del tuo concorrente che vorresti avere.

AB: Death Note.
GB: Dal punto di vista commerciale: ovvio, DRAGON BALL, che è anche un bel fumetto. Dal punto di vista artistico: ROCKY JOE e LA MASCHERA DI VETRO, due capolavori assoluti.

• Un manga del tuo concorrente che non avresti mai pubblicato

AB: Uno qualsiasi di quelli senza adattamento grafico delle onomatopee.
GB: 3x3 Occhi. L’ho sempre odiato.

• Chi vende di più tra Planet e Star?

AB: Non mi vengono forniti dati precisi (Kappa Srl lavora per Star Comics, quindi non è a conoscenza di dati, costi di produzione, eccetera), ma parlando di singoli titoli, pare che Star sia in vantaggio. Planet ha però una trentina di testate mensili, contro le ventiquattro della Star Comics.
GB: Planet?

• Chi guadagna di più tra voi due?

AB: Per dirlo, dovrei sapere quanto guadagna lui…
GB: Lui. Senza ombra di dubbio.

• Le convention sono una perdita di tempo?

AB: Sono il tempo meglio impiegato in assoluto.
GB: Per me sì, e difatti non ci vado.

• Una cosa che odi del tuo lavoro.

AB: Mi prende sul personale, quindi non riesco a togliermelo mai dalla mente. Una tortura. Uno stillicidio. Giuro. Dovreste provare.
GB: Essere in ritardo con le consegne. E lo sono sempre. Inoltre non avere il tempo o la possibilità di dedicare a certe opere la cura che meritano.

• Una cosa che, invece, ami del tuo lavoro.

AB: Posso occuparmi di quello che amo di più. Sempre. Ma poi… (vedi risposta precedente).
GB: L’essere a contatto coi manga, ovviamente, e nello specifico adoro la sfida che presentano certe traduzioni.

• Dove porteresti l’altro in viaggio?

AB: Dipende: chi dei due paga?!
GB: A Yonaguni.

• Una cosa che hai sempre voluto dirgli.

AB: Occhio a frequentare i maga-kissa: molti sono veri covi di gentaglia!
GB: Che non abbiamo mai avuto la possibilità di farci una lunga chiacchierata sui manga e sul nostro lavoro, e che un giorno sarebbe bello farlo.

• Faresti cambio di lavoro con l’altro?

AB: Se dovessi cambiare lavoro, cambierei completamente genere. Sono attirato dal brigantaggio vecchio stile, per esempio.
GB: Solo per l’aspetto economico.

• Due cose che odi nel modo in cui tv e giornali presentano i manga.

AB: La disinformazione sensazionalista e il qualunquismo leccaculista.
GB: La solita storia: ne parlano senza conoscerli, presentandoli come prodotti di infimo valore, violenti e pornografici.

• Un messaggio finale ai lettori di Asakusa.it.

AB: Una tazza di tè verde al giorno toglie il medico di torno (sul serio)
GB: Vi do un consiglio disinteressato su tre capolavori underground che forse vi state perdendo. Per dimostrare la mia imparzialità ne sceglierò uno per casa editrice: BLOOD ALONE, una romantica storia di vampiri, HAPPY MANIA, la madre di tutti i manga per donne adulte, e SHIGURUI, la versione samurai di BERSERK.

 


intervista di Giuseppe Ferro



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