Online da Aprile 2006



Tsuru no Ongaeshi*

Tsuru-no-ongaeshi-favola-giapponeseC'era una volta, molto tempo fa, un ragazzo che viveva in una terra lontana.
Un giorno, mentre il ragazzo lavorava nella sua fattoria, dal cielo cadde ai suoi piedi una bellissima gru bianca ma il giovane notò subito che una freccia aveva trafitto una delle ali dell'animale.
Provando pietà per la gru, estrasse la freccia e medicò la ferita. Grazie alle sue cure, l'animale fu in grado di tornare a volare di nuovo e quando il ragazzo spinse verso il cielo la gru, le disse: "La prossima volta, fai più attenzione ai cacciatori.".
La gru volteggiò in cielo per tre volte sopra il ragazzo, si lasciò sfuggire una specie di grido in segno di ringraziamento, e poi volò via.
Quella sera, tornando a casa dai campi, il ragazzo fu sorpreso nel vedere una bella ragazza, mai vista prima, che lo aspettava in piedi accanto alla porta di casa sua. "Benvenuto a casa. Io sono tua moglie", disse la ragazza.
Il giovane rimase inizialmente senza parole, ma dopo un pò disse "Sono molto povero e non ho come mantenerci entrambi.".
La giovane allora rispose, indicando un piccolo sacco, "Non ti preoccupare, ho con me un sacco di riso".
Il ragazzo era perplesso, ma i due iniziarono comunque una vita felice insieme e non ebbero mai problemi di cibo poiché', nonostante mangiassero spesso il riso del sacco, questo rimaneva misteriosamente sempre sempre pieno.
Un giorno la moglie chiese al giovane di costruirle una camera per la tessitura. Quando questa fu completata, prima di chiudersi dentro la stanza disse al marito: "devi promettere di non sbirciare dentro!".
Il giovane aspettò pazientemente, senza mai entrare nella stanza.
Infine, dopo sette giorni, il suono del telaio si fermò e sua moglie, che era visibilmente dimagrita, uscì dalla stanza con la stoffa più bella che il ragazzo avesse mai visto.
"Porta questa stoffa al mercato e sono certa che riuscirai a venderla a un prezzo molto alto", disse la ragazza.
Il giorno dopo il giovane andò al mercato cittadino e, proprio come gli aveva anticipato la moglie, vendette la stoffa per molte monete. Felice, tornò a casa.
Il giorno dopo la ragazza tornò a chiudersi nella stanza per riprendere la tessitura.
La curiosità, però, cominciò a crescere nel marito che si chiedeva: "Come si può tessere come una stoffa così bella senza filo?". Alla fine, tormentato dalla curiosità di conoscere il segreto di sua moglie, sbirciò nella stanza.
Fu per lui un grande shock la vista di una gru, invece della moglie, seduta a lavorare sul telaio per tessere un panno, prendendo le proprie piume come materiale per realizzarlo.
La gru si accorse che il giovane la stava osservando da una fessura della porta e disse: "Io sono la gru che avevi curato e salvato da una probabile morte. Volevo ripagare il mio debito nei tuoi confronti, così sono diventata tua moglie, ma ora che hai visto la mia vera natura non posso più stare qui e vivere con te."
Poi, consegnando al marito la stoffa appena completata, gli disse: «ti lascio questa stoffa, affinché tu possa ricordarti di me". Detto questo, la gru improvvisamente volò via verso il cielo e scomparve per sempre.

a cura di Giuseppe Ferro

*La gru riconoscente

 

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