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Titolo: Il mondo di Banana Yoshimoto
Autore: Giorgio Amitrano
Editore: Feltrinelli
Italia, 2007


 

Il mondo di Banana Yoshimoto

Nel 1999, constatato il continuo successo dei libri di Banana Yoshimoto , la casa editrice Feltrinelli incaricò il traduttore italiano della scrittrice giapponese, Giorgio Amitrano, di curare un piccolo volume dedicato all'autrice, che sarebbe stato distribuito in seguito come omaggio ai lettori della collana Universale Economica.
Il libriccino andò a ruba nel giro di poco tempo, tanto da diventare oggetto raro e molto ricercato tra i numerosi fans della scrittrice.
Sette anni dopo la Feltrinelli ristampa questo volumetto con l'aggiunta di un'intervista rilasciata dalla Yoshimoto all'Orientale di Napoli nel 2001 e un piccolo saggio che "situa la narrativa di Banana nel contesto della cultura giapponese contemporanea e da altre utili curiosità" (come recita la quarta di copertina).
Completano il volume alcune illustrazioni e foto legate alle opere della scrittrice nipponica, presenti talvolta anche nelle versioni italiane dei suoi libri.


Dopo una nota introduttiva dell'autore, veniamo immediatamente catapultati nella semplicità e nell'immediatezza della scrittrice giapponese attraverso due interviste: la prima, datata 1998, ci sembra più "autentica" proprio perché realizzata in un faccia a faccia piuttosto che in un incontro pubblico, quale appunto è l'intervento all'Orientale di Napoli nel 2001.
Banana Yoshimoto è un tipo schivo che non ama parlare molto di sé, dei suoi gusti, delle sue preferenze siano esse letterarie o cinematografiche. Se ne deduce la difficoltà di Amitrano a carpire qualcosa in più della personalità della scrittrice, molto attenta a non sbilanciarsi troppo in giudizi e opinioni personali.
Diciamo che il punto di forza del saggio è tutto in queste prime pagine, in Banana che è restia, ma si lascia scrutare da lontano per pochi istanti, come un piccolo animale selvatico; ed è, probabilmente, questo "sospeso" intorno a Banana che è giusto conservare, potendo il lettore contare su una sterminata produzione di romanzi e racconti da cui attingere per farsi un'idea generale della scrittrice, poco importante, in fondo, se distante o meno dalla realtà.

Giuseppe Ferro