Credits

japan_libro_sessualita
Titolo
: Japan underground
Autore: Gabriele Rossetti
Editore: Castelvecchi
Italia, 2006


 

 

Japan underground

Il Giappone, sono in molti a dirlo, è un paese dalle molte contraddizioni che si palesano maggiormente nel momento in ci si insinua tra i meandri dell'erotismo e della sessualità percepiti, attuati, impregnati nella vita di ciascun giapponese.
L'interessante saggio di Gabriele Rossetti prova a far luce su questo aspetto della società nipponica, cercando di esplorarne i tratti più evidenti e di dedurre quelli più nascosti e inconfessabili.
Progetto non facile, a detta dello stesso autore, poiché ogni giapponese si divide tra tatemae, ossia il comportamento da tenere in pubblico, e l'honne, l'insieme di fantasie erotiche e pulsioni intime di ogni uomo.
Attraverso la specifica evoluzione storico-culturale del Giappone, le arti visive, i Love Hotel e diversi tipi di intrattenimento sessuale, l'autore ci fornisce un quadro d'insieme che però non risolve del tutto il problema della comprensione della società nipponica agli occhi di un occidentale che rimane sempre un pò perplesso.
Molto interessante il capitolo iniziale sulla storia e la religione del Giappone, ben documentato, e sui riflessi che la personale parabola socio-culturale del Giappone ha avuto sulla morale e sulla percezione di cosa sia sessualmente accettato e cosa no nel proprio paese.


Il libro procede tra alti e bassi con alcuni capitoli davvero ben fatti, quello sulla fotografia per esempio, altri un pò meno, come quello sul cinema che si concentra su Shohei Imamura e Nagisa Oshima passando per i pinku eiga ed i roman poruno, condensando in poche pagine quello che, per ragioni di spazio, ne avrebbe richiesto almeno il doppio.
Si ha l'impressione che il materiale fosse davvero tanto e fosse impresa ardua riuscire a condensare tutto in un solo volume.
Si aggiunga che Gabriele Rossetti sembra girare un pò a vuoto quando approfondisce temi sociologici, e si ritrovi invece a proprio agio con le arti figurative e nella ricostruzione storica.
Scritto in maniera scorrevole, senza essere accademico, su pagine coloratissime piene di foto, con una impaginazione molto accattivante, è nel complesso un buon libro che, se non risolve del tutto i nostri interrogativi (e quelli dell'autore), può aiutare ad aprire uno spiraglio sulla quasi ermetica società nipponica.

Giuseppe Ferro