Nozomi (Bae Doo-Na) è una "air doll" (bambola gonfiabile) che all'improvviso prende vita e comincia a provare sentimenti umani così, all'insaputa del suo proprietario Hideo (Itsuji Itao), va alla scoperta della città e trova perfino lavoro in un negozio di noleggio film, dove si innamora di Junich.
Tutto sembra andare per il verso giusto, ma la situazione precipita quando il suo proprietario le preferisce una nuova bambola e la rinchiude in uno sgabuzzino.
Il regista Hirokazu Koreeda, che ci aveva abituato a ben altri livelli vedi ad esempio "Nobody Knows", scivola nel commerciale e realizza un film furbo e ammiccante.
La pellicola stenta a decollare davvero, troppo concentrata sull'estetica e poco sulla sostanza, nonostante l'idea di base fosse intrigante, un pinocchio in chiave femminile ma legato alle morbose ossessioni sessuali del genere umano.
Il regista nipponico si muove sul confine di temi importanti (solitudine, amore, accettazione dell'Altro), non affrontandoli però mai fino in fondo.
Koreeda qui è fin troppo compiaciuto di se stesso, patinato, ammiccante forse spinto dal desiderio di accontentare, in un sol colpo, pubblico e critica.
Peccato non ci sia di più oltre l'apparenza, nonostante gli spunti di riflessione durante il film fossero parecchi.
Il problema principale è che il regista, proprio come la bambola del film, vorrebbe esprimere una certa ingenua curiosità verso il mondo esterno, senza esprimere giudizi ma lasciando intendere allo spettatore di quale ambigue inflessioni morali è capace l'esistenza contemporanea; peccato che il "suggerimento" sia poco più che accennato, nascosto in qualche fugace inquadratura di un ragazzo chiuso (imprigionato) nella solitudine del proprio appartamento o di una donna di mezza età incapace di adeguarsi a una realtà cinica e violenta presentata nei telegiornali.
La protagonista coreana Bae Doo-Na è convincente, la parte sembra tagliata su misura per la sua figura esile e sognante.
"Air Doll" è tutto nel suo plot iniziale, con poche variazioni sul tema ma, ben confezionato, si lascia guardare fino alla fine senza sbadigli.
La pellicola è stata presentata in anteprima assoluta al Festival di Cannes 2009 a dimostrazione della fama internazionale di cui gode questo regista.
Giuseppe Ferro
