Credits
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Titolo: Kokuhaku
Regia: Tetsuya Nakashima
Cast: Takako Matsu (Yoko Moriguchi), Yoshino Kimura (madre di Naoki), Masaki Okada (Yoshiteru Terada)
Drammatico, 106'
Giappone 2010

 

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Confessions

Il regista giapponese Tetsuya Nakashima , dopo le pellicole di successo "Kamikaze Girls" e "Memories of Matsuko", dirige un film più cupo e meno barocco dei suoi precedenti lavori, ispirandosi all'omonimo romanzo del 2008 di Kanae Minato che in Giappone ha venduto quasi un milione di copie.
Yuko Moriguchi (Takako Matsu) è una giovane insegnante, la cui figlia di tre anni viene trovata annegata nella piscina della scuola. Come rivela immediatamente all'inizio del film, quando annuncia ad una classe indifferente il proprio ritiro dall'insegnamento, lei conosce l'identità dei due killer, che non sono altro che due ragazzi dalla sua classe di scuola media.
La polizia ha archiviato il caso come un incidente ma comunque la legge giapponese non processa i minori di tredici anni, a prescindere dal reato commesso.
Yuko decide, allora, di mettere in piedi un intricato piano di vendetta per distruggere completamente la vita dei due ragazzi, così come loro hanno distrutto la sua, e per costringerli a capire l'impatto delle loro azioni sugli altri.
Il film è diviso in cinque capitoli, in cui ciascuno dei protagonisti presente il proprio punto di vista sulla vicenda, ognuno con ragioni diverse da ciò che suggerisce l'apparenza della loro condotta.


Con movimenti di camera morbidi, un uso del ralentie e di una persistente colonna sonora che richiama l'estetica dei videoclip, "Confessions" (Kokuhaku) presenta, in alcuni momenti calcando un pò la mano, la banalità del male e la crisi di una generazione non ancora adulta, eppure già stanca e priva di guide solide.
Il regista da un giudizio morale severo: il mondo degli adulti è inadeguato, o peggio indifferente, incapace di affrontare le problematiche degli adolescenti. Nessuno svolge il proprio compito come dovrebbe e le vittime sono gli adolescenti stessi.
Una critica non troppo velata sia al sistema educativo che invece di promuoversi come guida di giovani, si affida a insegnanti che decidono di porsi sullo stesso livello degli studenti; e pure i genitori sono seduti nel banco degli imputati, anche loro colpevoli della deriva nichilista di ragazzi e ragazze.
La scena in cui Naoko, uno dei due giovani assassini, mostra le mani sporche di sangue alla propria madre dopo essersi inferto dei tagli con una lametta, un ultimo disperato gesto di attenzione e di accusa, è denso di significati profondi.
In non poche inquadrature viene mostrato un cielo mai splendente, sempre cupo, quasi a voler scrutare un segno divino per ciò che accade sulla terra.
Intense le interpretazioni femminili della Matsu, che il regista ha voluto fortemente per il ruolo della protagonista,e della Kimura che pur interpretando un personaggio secondario, appare convincente in ogni inquadratura.
"Confessions" è un'opera riuscita, ben girata, ricca di spunti di riflessione, capace di travalicare i confini giapponesi, pur rimanendone legata.
Ingiustamente ignorato dall'Academy che non l'ha reputato degno di concorrere agli Oscar come "Miglior film straniero".

Giuseppe Ferro