Credits
forbidden_sairen_film

Titolo: Sairen
Regia: Yukihiko Tsutumi
Cast: Yui Ichikawa (Yuki), Reo Morimoto (Schinichi), Naoki Tanaka (Dottor Minamida)
Horror, 88'
Giappone 2006

Menu sezione

Forbidden Siren

Il videogioco "Forbidden Siren" è stato un enorme successo internazionale tra i titoli survival-horror disponibili per la Sony PlayStation, grazie alla maggiore aderenza all'Horror e al folklore giapponese molto più di altri titoli; ovviamente questo non poteva esimerlo da una trasposizione cinematografica che molti, in oriente ed occidente, attendevano con ansia.
Il film è uscito, in Giappone, in contemporanea con la presentazione del videogioco "Forbidden Siren 2" e si basa su entrambi i capitoli della saga horror.
Uno scrittore si trasferisce sull'isola di Yamajima, con la figlia Yuki e il piccolo Hideo, per studiare alcuni fenomeni inspiegabili che sembrano avvolgere l'isola ed i suoi abitanti.
L'accoglienza per la famiglia è piuttosto fredda e gli uomini del villaggio ai piedi del vulcano guardano con sospetto i nuovi arrivati. Ben presto capiremo che le voci sull'isola maledetta erano tutt'altro che infondate.
Con un budget considerevole, ricco di effetti speciali, il regista Yukihiko Tsutumi che pure non è un novellino avendo diretto circa una quindicina di lungometraggi ("2LDK", "College of our lives") e alcune serie televisive di successo ("H2: Kimi to itahibi") sembra un po' spaesato, e con lui gli attori protagonisti, nei confronti del genere horror.


Una lunga premessa, circa metà film, che vorrebbe addentrare lo spettatore in un climax che tarda ad arrivare, un'angoscia che non si manifesta e un'attesa che, purtroppo, non verrà ricompensata.
"Forbidden Siren" ha pochi spunti innovativi e non spaventa più di tanto, qualche zombie spunta qua e là ma senza scossoni; un vero peccato perché sul finale recupera qualcosa, una serie di colpi di scena desta dal torpore, ma sul più bello si interrompe, proprio quando la storia sembrava cominciare ad ingranare e non a girare stancamente su se stessa.
Incredibile poi che un film del genere, su cui in molti avrebbero scommesso prima dell'uscita, abbia una durata così ridotta che insinua il sospetto, nei più smaliziati, di alcuni tagli decisi dai produttori per alleggerire la pellicola e renderla più appetibile al grande pubblico.
Chi ha giocato ed amato il videogioco forse dovrebbe tenersi alla larga da questo film; per tutti gli altri un breve passatempo nell'attesa di film più consistenti.

Giuseppe Ferro