Bingo (Satoshi Tsumabuki), gestore di un nightclub, si trova in grossi guai per aver instaurato una relazione con Mari (Fukatsu Eri), fidanzata del potente boss yakuza Teshio.
Destinato a morte certa, Bingo riesce all'ultimo momento a salvarsi millantando un amicizia con il leggendario assassino Della Togashi.
Impossibilitato a trovare Della nei tre giorni concessi dal boss, al giovane viene un idea: assumere lo stuntman Murata (Koichi Sato), che aspira a diventare un grande attore, per impersonare l'assassino in un film di gangster.
Tra finzione e realtà Murata e Bingo si troveranno coinvolti negli affari della gang di Teshio, in un susseguirsi di gag comiche esilaranti.
Il titolo del film si riferisce a quel momento della giornata tra il tramonto e l'inizio della sera, quando il sole scompare dall'orizzonte ma continua a esserci luce.
Il regista Mitani si cimenta nuovamente, alla regia e alla sceneggiatura, con il genere cinematografico a lui più caro, la commedia, dopo lo straordinario successo ottenuto al botteghino giapponese con il delizioso "Uchoten Hotel".
Personaggi ben delineati semplici e immediati, cui il regista si affida per la riuscita dell'opera.
Il risultato, a ben vedere, è stato raggiunto: si sorride in molte scene, ed in questo Mitani ha una scrittura più universale di altri suoi colleghi nipponici, riuscendo a conquistare lo spettatore occidentale che mal digerisce la comicità non-sense di altre pellicole giapponesi.
Nella facilità dell'impegno, gli attori, che certo non brillano per espressività e capacità recitative come la Fukatsu, non deludono le aspettative e si lasciano dirigere dal regista stabilendo una buona armonia nel film.
In Italia, mercato molto difficile per un certo tipo di cinema giapponese, nessuno ha ancora scommesso su questo regista. Ed è un vero peccato.
Giuseppe Ferro
