"Seaside Motel" è una commedia corale, che si svolge all'interno di un motel di infima categoria (manca perfino l'acqua in camera!) stranamente chiamato Seaside Motel nonostante si trovi sperduto tra le montagne giapponesi.
In questo contesto faranno la loro comparsa pittoreschi personaggi di cui due gruppi, in particolare, rappresenteranno le storie principali su cui ruota il film: il giovane venditore/truffatore Kameda (Ikuta Toma) in crisi esistenziale e la prostituta Candy (Kumiko Aso), in cerca del vero amore; Yosuke (Takayuki Yamada), giocatore d'azzardo pieno di debiti con la yakuza, e il suo amico d'infanzia Toshio (Tetsuji Tamayama) incaricato dalla mafia giapponese di riscuotere il debito.
Le vicende di questi personaggi, insieme ad altri di "contorno", saranno loro malgrado collegate le une alle altre, arrivando a un finale inaspettato.
Un film non troppo originale, con gag e personaggi piuttosto scontati, ma nel complesso fresco, divertente e leggero quanto basta per rilassarsi, se si esclude la scena della tortura inflitta a Yosuke da un fantomatico Mister Pepe con un tagliaunghie, inspiegabilmente fuori contesto e che vagamente ricorda l'universo tarantiniano.
Il regista Kentaro Moriya riesce a tenere bene il ritmo delle storie che si sovrappongono durante il film, avvalendosi (abusando?) dello zoom all'indietro e di una sceneggiatura vivace che prende spunto dalle sit-com americane; perché in fondo questo "Shisaido Moteru" avrebbe potuto essere una serie televisiva, o perché no? un manga, con appunto il motel come filo conduttore.
Solo sul finale si perde per strada e a fatica, stiracchiandola un po', riesce a chiudere la narrazione.
Peccato che alcuni momenti della comicità nipponica, e alcune esagerazioni ed espedienti cinematografici, non siano facilmente esportabili, così quello che per un giapponese potrebbe essere comicità pura e strappare risate, per un occidentale potrebbe non andare al di là di un semplice sorriso.
Colorato e appassionante, sarà un film perfetto per le vostre serate estive.
«Le donne guardano al futuro, gli uomini al passato» non sarà da cinema d'autore ma è la battuta agrodolce, che la prostituta dice al giovane, più riuscita del film.
Giuseppe Ferro
