Credits
shibuya_film_horror

Titolo: Shibuya Kaidan
Regia: Kei Horie
Cast: Maki Horikita (Ayano), Asami Mizukawa (Rieka), Toshihiro Wada (Akihiko)
Horror, 71'
Giappone 2003

Menu sezione

Shibuya Kaidan

Tra le leggende metropolitane che si raccontano tra i giovani di Tokyo, si dice nel film, c'è n'è una su un tale armadietto della stazione di Shibuya davanti al quale si dovrebbe dichiarare il proprio amore per ottenere tanta felicità.
A questa leggenda se ne affiancherà presto un'altra, molto più inquietante, di una neonata (divenuta demone) rinchiusa poco tempo prima in quell'armadietto, perché frutto di una gravidanza indesiderata, animata dall'intento di sfogare il suo rancore verso il mondo terrorizzando e uccidendo chiunque entri in contatto con il suddetto armadietto.
Il plot non sarebbe male, ma è nella sua realizzazione che si chiariscono subito i debiti che questa pellicola ha nei confronti di "Ring" e in particolare nella figura di Sadako, creata dalla penna di Koji Suzuki.


Da un punto di vista visivo sono non pochi i riferimenti alla serie cinematografica creata da Hideo Nakata, anche se qui manca la "tensione dell'invisibile" vale a dire la capacità di creare ansia e paura nello spettatore senza mostrare nulla o quasi e che ha contraddistinto i primi due episodi di "Ring".
Manca soprattutto la capacità di trasmettere qualcosa di nuovo allo spettatore.
Gli effetti speciali in "Shibuya Kaidan" sono alquanto dozzinali, la recitazione dei protagonisti è nel complesso poco più che mediocre, se si esclude la discreta prova della Mizukawa; la regia di Horie appare leggermente insipida e senza una propria personalità.
Nonostante ciò il film si lascia guardare e potrebbe piacere, complice l'esigua durata che supera di poco l'ora, e la song theme d'atmosfera che richiama suoni e melodie ancestrali.
Simile ai teen-horror americani, con i pro e i contro che questo comporta, poco innovativo ma in alcuni momenti (non tanti) spaventoso.

Giuseppe Ferro