Periodo Togukawa (inizi XVII sec.): due guerrieri ninja appartenenti a clan rivali, l'affascinante Oboro (Yukie Nakama) e l'idealista Gennosuke (Joe Odagiri), dopo un incontro casuale presso una cascata si innamorano l'uno dell'altro.
I rispettivi clan, gli Iga a cui appartiene Oboro e i Kouga a cui appartiene Gennosuke, hanno fatto del combattimento la propria ragione di vita.
Solo una fragile pace, firmata anni prima, evita che le due comunità entrino in un conflitto sanguinoso.
Di lì a poco l'imperatore però riaccenderà le ostilità tra le due fazioni, costringendo i due giovani innamorati, unici pacifisti in un gruppo di uomini e donne che vivono per "l'arte della guerra", a credere nella forza del loro amore e delle loro idee nonostante tutto.
Libero adattamento del romanzo "Kouga Ninpou Cho" dello scrittore Futaru Yamada e visivamente dell manga "Basilisk" di Masashi Segawa, il film è senza ombra di dubbio un blockbuster nipponico molto coinvolgente.
I combattimenti sono di certo ciò su cui si è puntato di più, con l'utilizzo massiccio di effetti speciali ben realizzati, ma la storia ha anche un risvolto sentimentale da non trascurare e che ha fatto definire giustamente la pellicola come un "Romeo e Giulietta in chiave ninja".
Le interpretazioni sono ne più ne meno di quello che ci si aspetterebbe da un film confezionato ad uso e consumo del grande pubblico, riuscite ma non certo memorabili.
Ultima considerazione sulla fotografia, anch'essa per la maggior parte del tempo realizzata in digitale, ben curata e capace di infondere un respiro epico alla storia, intento voluto dai produttori e dal regista.
Amore, combattimenti e un velato, anche se retorico, messaggio pacifista per un cappa e spada avvincente che non annoia.
Giuseppe Ferro
