Credits
sinking_japan_movie

Titolo: Nihon Chinbotsu
Regia: Shinji Higuchi
Cast: Tsuyoshi Kusanagi (Toshio), Kou Shibasaki (Reiko)
Catastrofico, 135'
Giappone 2006

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Sinking of Japan

Gli scienziati giapponesi, già ad inizio film, hanno la faccia seria e grave di chi non porta buone notizie.
A causa di una faglia sotterranea instabile, il Giappone è destinato ad essere risucchiato in fondo al mare nel giro di 40 anni (che poi diventa poco meno di uno in seguito ad una nuova scoperta "scientifica").
C'è poco da stare allegri e il tempo scarseggia: bisogna evacuare la popolazione in fretta e furia, stringere trattati segreti con i vari stati che accoglieranno i profughi nipponici, riuscire a rimanere in vita mentre in tutto il Giappone tsunami, terremoti, ed eruzioni vulcaniche non si arrestano.
E' questo il plot narrativo di "Sinking of Japan" (Nihon Chinbotsu), il film catastrofico basato sul romanzo di Sakyo Komatsu che già vide la luce nel 1975, e che in questa nuova versione scimmiotta palesemente i kolossal americani ed in particolare il cinema di Roland Emmerich, che americano non è ma ha diretto "Indipendence day" e "The day after tomorrow", portando al paradossale un genere che già di per sé punta sull'aspetto emotivo più che quello razionale.


D'accordo, è un blockbuster pieno di effetti speciali, il suo scopo principale dovrebbe essere emozionare e non sconvolgere, ma calcare la mano in questo modo ci sembra esagerato; anche volendo vedere nero, che più nero non si può, terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche, insomma tutte le angosce giapponesi legate alla natura, manifestate nello stesso momento suonano un po' ridicole.
Se all'inizio lo spettatore resta colpito dalla furia della natura che rade al suolo le città e i suoi simboli (il tempio di Kyoto, per esempio), già a metà film si ripetono quasi sempre gli stessi scenari ed effetti speciali, causando una crescente ed inarrestabile noia.
Prodotta dalla TBS (Tokyo Broadcasting System) la pellicola si avvale di attori provenienti quasi esclusivamente dal mondo televisivo, con l'eccezione della brava, ma qui male utilizzata, Kou Shibasaki ("One missed call").
Battuta d'arresto per il regista Shinji Higuchi (classe '65), che già aveva diretto il discreto "Princess Blade" (2001) e "Lorelei" (2005), che tenta in tutti i modi di aumentare il coinvolgimento dello spettatore inframmezzando il dramma umano dei singoli personaggi in parallelo con quello di un intera popolazione, sullo sfondo dell'apocalisse naturale, ma tutto talmente patinato e corretto da aggiungere alla noia, di cui abbiamo parlato, una punta di fastidio.
"Nihon Chinbotsu" può essere apprezzato in una sala cinematografica; fuori, non avrebbe lo stesso effetto.

Giuseppe Ferro