Shiro (Yuya Yagira), 17 anni, ha un carattere introverso ma nonostante questo, con fare deciso, va contro le aspettative dei propri genitori rinviando l'iscrizione all'università, per lavorare in una stazione di benzina e provare a vivere da solo.
Benchè i suoi genitori disapprovino la sua decisione, ha il supporto della tanto giovanile quanto eccentrica nonna, apertamente schierata dalla parte dell'amato nipote.
Con il suo nuovo lavoro conoscerà la bella Noriko (Erika Sawajiri), più grande di lui di un paio d'anni, che conquisterà il cuore di Shiro e lo condurrà ad un visione adulta e meno innocente dell'amore.
Se il titolo zuccheroso "Sugar & Spice" non vi fosse sembrato già abbastanza eloquente, basta citarvi il sottotitolo "what little girls are made of" per fugare ogni dubbio circa il target di riferimento della pellicola in questione.
Molto vicino ad un fotoromanzo rosa, ispirato al romanzo strappa-lacrime di Amy Yamada, il film è indirizzato a tutti quegli adolescenti alle prese con la prima cotta, in cui l'amore viene inizialmente idealizzato, visto come qualcosa di sorprendente e fuori da ogni logica.
La trama è semplice e scontata, artificiale quanto basta per risultare gradevole alla visione ma anche per essere dimenticata molto in fretta, mentre qualche spunto interessante si trova nella sotto-trama rappresentata dall'amour fu della nonna, legata a un immagine sublime del monte Fuji all'alba.
Come protagonista Yuya Yagira, nonostante i suoi 16 anni, può vantare una carriera segnata dalla splendida pellicola "Nobody Knows" di Hirokazu Koreeda che gli ha permesso di vincere la Palma d'Oro come miglior attore al Festival di Cannes del 2004: il più giovane attore nella storia del famoso festival francese a ricevere questo premio.
In questo tipo di film non sembra trovarsi a proprio agio, né la sceneggiatura gli da conforto, e in questo senso la protagonsita femminile risulta molto più a proprio agio, dotata di una bellezza molto fresca e armoniosa, perfettamente calata nella parte della ragazza bella ma un po' superficiale, con buona pace di tutti gli stereotipi.
Il regista Isamu Nakae, che qualche anno fa aveva diretto la pellicola "Calmi cuori appassionati" ambientata a Firenze, torna in Giappone e dirige con una certa eleganza e raffinatezza una storia poco originale senza elevarsi dagli standard del genere romantico.
Giuseppe Ferro
