Terzo episodio della serie di successo "The Call" inaugurata dal regista Takashi Miike nel 2004.
La trama non si discosta molto dagli episodi precedenti: alcuni ragazzi ricevono dei messaggi di morte sul telefonino con una foto e la scritta "se inoltri il messaggio ad un altra persona, sarai salvo", se il messaggio non viene ri-spedito sarà colui che l'ha inizialmente ricevuto a morire.
Emiri (Meisa Kuroki) ed i suoi compagni di classe sono in gita scolastica in Corea del sud quando
i messaggi maledetti cominciano ad arrivare, e gli studenti a morire. Alcuni si salvano inoltrando il messaggio ad altri compagni, ma qualcosa ad un certo punto va storto.
Il film vorrebbe mescolare l'elemento horror tecnologico (quanti videoregistratori e cellulari nel J-Horror! A quando il microonde assassino?!) ad una tematica alla "Battle Royale" (uccidi per non essere ucciso).
Il risultato? Tutto è scontato in modo imbarazzante: non parliamo poi di suspense, spavento o atmosfera di terrore! La recitazione raggiunge a fatica la sufficienza e fa buona coppia con una regia appena sopportabile, che si adagia su tutti i cliché del genere.
Non è un B-movie solo perché è una grossa produzione (e lo si può apprezzare nell'ottimo confezionamento "fotografico": luci, location e, appunto, fotografia).
In conclusione un film mal riuscito, sia sotto l'aspetto horror che sotto quello narrativo.
Sconsigliabile, con la sola eccezione (forse) dei fan sfegatati della Horikita o della Kuroki. Ma, in questo caso, non sarebbe meglio sfogliare un photobook?
Paolo Montinaro
