Fujio (Tadanobu Asano) e Mitsuo (Sho Aikawa) sono due operai che passano il tempo libero a sfidarsi usando le tecniche dell'arte marziale giapponese jujitsu.
Mitsuo, il più anziano tra i due, è maestro in quest'arte marziale, mentre Fujio non sembra molto portato per questa disciplina.
In realtà il sogno di Fujio sarebbe combattere in un'arena di wrestling, ottenendo fama e gloria.
Quando i due uccidono per sbaglio il capo della fabbrica di estintori dove lavorano, decidono di occultarne il cadavere sul Black Fuji, una immensa discarica all'aperto di rifiuti che ricorda visivamente il vero monte Fuji.
Il "Fuji Nero", però, è una discarica in cui vengono seppelliti non solo oggetti rotti o inutili, ma anche corpi di persone morte in circostanze più o meno naturali.
All'improvviso qualcosa comincia ad andare storto, perché i cadaveri seppelliti nel Black Fuji tornano in vita invadendo la terra dei vivi e trasformando in zombi chiunque venga morso da loro.
Dimenticate per un attimo i film di Romero come "L'alba dei morti viventi" o gli splatter americani di serie Z; "Tokyo Zombie" è molto più vicino al grottesco "Dal tramonto all'alba" di Robert Rodriguez, dove scene gore con sangue a litri si alternano con altre di pura demenzialità.
Nei primi venti minuti, il film spiazza lo spettatore non solo per la buffa acconciatura afro di un irresistibile Asano, che si dimostra attore istrionico capace di spaziare dalla commedia al dramma, quanto perché sangue, gag comiche, interiora divorate dagli zombi, sono una miscela esplosiva contagiosa per lo spettatore che si ritrova a provare orrore e divertimento nello stesso tempo.
Se la pellicola avesse sviluppato meglio gli spunti iniziali, avremmo assistito a un opera veramente originale nel panorama cinematografico nipponico; ma proprio quando lo spettatore comincia a prenderci gusto, la sceneggiatura vira nel melodrammatico, dimenticando per strada la farsa sgangherata e aggiungendo alla storia del sentimentalismo.
L'attore Sakichi Sato, visto in "Bright Future" e "Memories of Matsuko", alla sua seconda prova dietro la macchina da presa, dimostra un discreto talento visivo che sviluppato meglio potrebbe, in futuro, riservare qualche piacevole sorpresa.
In questo caso non ha voluto, o potuto, osare più di tanto.
Giuseppe Ferro
Tokyo Zombie
