Online da Aprile 2006



Perché i giapponesi hanno gli occhi a mandorla

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Keiko Ichiguchi è un'autrice manga molto conosciuta e apprezzata nel nostro paese, dove vive ormai da parecchi anni.
Quello che ci apprestiamo a recensire è il suo primo libro, a metà strada tra il racconto autobiografico ed il saggio, dal titolo "Perché i giapponesi hanno gli occhi a mandorla".
Facendo una rapida schematizzazione possiamo dividere il suo lavoro in due parti: una prima in cui parla di anime e manga, del come e quando si è sviluppata la corrente otaku, delle varie fiere del fumetto, dei rapporti tra i mangaka ed i fans; una seconda in cui ci racconta alcune delle principali festività ed usanze del Giappone, della loro genesi e delle feste legate al culto delle divinità shintoiste e buddiste.
La Ichiguchi parla in prima persona, rivolgendosi direttamente ai lettori, in ogni capitolo formato da tre o quattro pagine.
Lo stile è leggero, poco elaborato o retorico, dettato crediamo anche dalla limitata conoscenza che uno straniero può avere della nostra lingua (non proprio semplice), grazie probabilmente all'ottimo lavoro di revisione dei tipi della Kappa Edizioni.
Bisogna riconoscere che l'interesse viene catturato maggiormente quando l'autrice ci parla delle sue esperienze personali o di fatti in cui è stata personalmente coinvolta, mentre quando racconta di fatti storici o di leggende, risulta un po' artefatta tanto da farci chiedere quanto sia davvero farina del suo sacco e quanto invece preso da libri di storia o di internet.
Certo una documentazione è d'obbligo quando si parla di storia però lo stile ed il tono, pur restando familiare, scivola nella (involontaria?) pedanteria.
Questa non vuole essere una stroncatura ma è pur vero che la Ichiguchi risulta più "sincera" quando parla di esperienza vissute in prima persona, piuttosto che quando ambisce a salire in cattedra.
Saranno gli amanti di manga e anime a trarne il maggior interesse, visto che "Perché i giapponesi hanno gli occhi a mandorla" sembra destinato al circuito delle fumetterie e a chi è appassionato al mondo e alle curiosità che si celano dietro i manga.
Lontano dal potersi definire uno scritto sociologico, ma forse neppure l'autrice puntava a questo, con alcune parentesi piuttosto confuse (parlare delle divinità shinotiste in poche pagine risulterebbe arduo per chiunque), nel complesso un discreto lavoro che potrebbe risultare piacevole come intermezzo tra letture più impegnative.

Giuseppe Ferro

Informazioni

Autore Titolo originale Casa editrice Anno
Keiko Ichiguchi
Perché i giapponesi hanno gli occhi a mandorla
Kappa Edizioni
2004

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