Online da Aprile 2006



L'ultimo samurai. Quasi un'autobiografia

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Illuminata autobiografia di uno dei più grandi cineasti di ogni tempo, “L’ultimo samurai”, vede la pubblicazione in Giappone per la Toho Company nel 1975.
L’opera si presenta come introspezione e confessione del regista Akira Kurosawa e venne scritta durante le pause di lavorazione dei propri film.
Il titolo stesso è significativo. Non ci troviamo di fronte ad un’autobiografia, ma una “quasi biografia”, un libro di ricordi, lo spaccato di un intero mondo che Kurosawa mostra al lettore per fargli comprendere il suo complesso universo.
Ma chi si nasconde dietro il mito?
Akira Kurosawa, è l’ultimogenito di una famiglia di rigoroso stampo tradizionalista, e proprio dalla sua nascita, l’autore inizia a raccontarci la sua vita. Il padre è un ex militare grande amante di cinema, la madre una perfetta moglie giapponese.
In mezzo, fratelli e sorelle, tra cui l’adorato Heigo, che per primo gli fa conoscere i suoi grandi amori: disegno, pittura, cinema, impegno politico e che muore suicida dopo la tristemente famosa rivolta dei beshi.
Il futuro regista lascia ben presto casa, inizia una vita bohemien e quasi per caso, entra in contatto col mondo del cinema. Sembra un impiego trovato per pura necessità economica e, invece, si rivela l’amore di una vita.
Così Kurosawa inizia la sua scalata al successo, fatta di amarezze, stenti, attraversata dalla tragedia della seconda guerra mondiale.
Nonostante tutto, il cineasta non demorde e continua per la sua strada, fino a essere considerato il maestro indiscusso del cinema nipponico.
Il testo originale di Kurosawa si ferma purtroppo alla messa in scena di "Rashomon", secondo lo stesso volere dell’autore.
L’edizione italiana è però completata da un’esaustiva guida alle ultime opere, curata da Aldo Tassone, uno dei massimi esperti del cinema del regista giapponese.
Le 300 e più pagine del volume sono per il lettore una lettura piacevole, che si allontana quanto più possibile dall’accademismo di tanti grandi maestri, così come dalla facile autocelebrazione di altri.
Quella del maestro giapponese è una visione lucida e disincantata della sua arte e soprattutto di quello che la circonda. Autore orientale ma sensibile al fascino dell’occidente, è profondamente permeato dal mondo circostante e dalla rigida società che lo circonda.
Ama il suo paese ma lo critica profondamente. Esemplare è a tal proposito, l’ultima parte della biografia dove con amarezza nota la vacuità della critica cinematografica nipponica.
Il libro si presenta così adatto a più categorie di lettori. Sia a chi è già appassionato di Kurosawa e vuole approfondire la sua conoscenza, sia a tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questo regista e all’affascinante panorama del cinema giapponese.

Silvia Causale

Informazioni

Autore Titolo originale Casa editrice Anno
Akira Kurosawa
Gama no abura
Baldini&Castoldi
Italia, 1995
Giappone, 1975

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