Online da Aprile 2006



Dark water

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Lo scrittore giapponese Koji Suzuki, autore della famosa trilogia horror "Ring", nel 2004 ha dato alle stampe i sette racconti di questa raccolta, più un prologo e un epilogo a fare da filo conduttore per tutta l'opera, arrivata in Italia nel 2006 per i tipi della casa editrice Nord.
In "Corpi galleggianti", che ha ispirato il capolavoro horror di Hideo Nakata dal titolo "Dark Water", la vena orrorifica dello scrittore appare un po' confusa e, anche se il risultato è comunque discreto, in molti propenderanno per la versione cinematografica.
"Isola solitaria" è un racconto particolare, poco orrorifico, in cui l'acqua che circonda l'isola del titolo ha il valore di una barriera invisibile che annulla la contemporaneità dei suoi involontari abitanti per gettarli in un contesto pre-civilizzato. L'idea sembra buona, ma non riesce a coinvolgere più di tanto.
"L'abbraccio" è invece la struggente storia di amore-odio tra un marito ed una moglie che, nonostante si detestino, sono costretti dalle circostanze e da un reciproco tornaconto a restare insieme.
Piuttosto interessante il modo in cui Suzuki scava nella psicologia della mente di entrambi (il racconto si concentra sul marito, ma di riflesso riusciamo ad intravedere anche la psicologia della moglie).
"Una crociera da sogno" e "Alla deriva" sono simili per location, un'imbarcazione che per una serie di motivi è ferma in mezzo al mare, e per l'ottima scrittura di cui si avvalgono, instillando un senso di angoscia nel lettore.
In particolare sono questi due racconti quelli in cui si può ammirare la maestria dello scrittore, che si avvale di elementi soprannaturali classici del genere horror, nel trasmettere paura in chi legge mediante un crescendo di tensione.
Non molto riuscito "Acquerelli" che dopo un inizio piuttosto blando e prolisso ha comunque un suo momento interessante ma con un finale decisamente scialbo.
Infine "La foresta in fondo al mare" pur nel suo procedere interessante, e per certi aspetti toccante, non contiene elementi o presenze terrificanti, quanto piuttosto si concentra, in questo a dire il vero riesce alla perfezione, sull'angoscia claustrofobica presente in ogni essere umano quando si trova in spazi ristretti e senza apparente via d'uscita.
Molto intenso il delicato epilogo che appare come una debole luce coperta dall'ingombrante presenza delle acque (o)scure.
Più indicato a chi già apprezza Suzuki, la cui scrittura non sembra prestarsi bene ai racconti, vuoi per la brevità o perché è difficile bissare un successo talmente vasto come la trilogia di "Ring".

Giuseppe Ferro


Informazioni

Autore Titolo originale Casa editrice Anno
Koji Suzuki
Honogurai mizu no soko kara
Nord
Italia, 2006
Giappone, 2002

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