Online da Aprile 2006



La scuola in Giappone (Seconda parte)

L'istruzione impartita nella scuola giapponese è caratterizzata da un forte nozionismo che porta a privilegiare soprattutto il sapere più che la riflessione e il metodo; non si chiede allo studente di pensare ma di accumulare conoscenze per poter rispondere ad una moltitudine di domande.
Le lezioni sono passive: il professore parla, scrive velocemente sulla lavagna e pone poche domande; da parte loro gli studenti, di solito molto silenziosi, si limitano a prendere appunti e a guardare la lavagna o il libro di testo.
Al contrario all'università i professori tendono ad insegnare lo spirito critico agli studenti.
Lo studente è impegnato costantemente così ad ottenere buoni voti ai numerosi esami che si presentano sul suo cammino, durante gli anni scolastici e per entrare in licei e università prestigiose.
ikebana giapponeseGli esami sono molto difficili tanto che gli studenti chiamano il loro sistema scolastico Shinken Jigoku (Inferno degli esami).
Per riuscire a superare questi ostacoli gli studenti frequentano speciali scuole serali private (juku) molto care.
Incredibilmente le università pubbliche sono più prestigiose di quelle private che vengono finanziate da aziende che hanno come fine ultimo l'assunzione dei laureati.
Il corso di laurea dura solitamente quattro anni senza discussione della tesi, periodicamente sono sottoposti a prove scritte che permettono loro di seguire il programma e di terminare gli studi nel tempo stabilito.
Terminate le lezioni inizia l'attività dei vari clubs, luoghi privilegiati dove nascono e si arricchiscono le relazioni tra studenti.
La maggior parte solitamente sono i club sportivi, un posto di primo piano è occupato dalle arti marziali, dal baseball e dal softball, seguiti poi dal calcio, dal basket e dalla pallavolo. Non a caso molti manga diretti a un pubblico adolescenziale si focalizzano su uno o più di questi sport.
Ma la cultura e la tradizione non vengono dimenticate, si hanno così clubs sulla cerimonia del te, sulla calligrafia, sull'ikebana (foto in alto).
Non mancano club sui manga tanto che molti noti mangaka (autori di fumetti) hanno iniziato la loro carriera o si sono fatti notare al tempo della scuola.
Così come la società giapponese così anche la vita nel club ha un funzionamento gerarchico: distingue tra senpai e kohai, tra i compagi anziani e i giovani.
Sulle divise tutte uguali un distintivo colorato li differenzia e li identifica, a seconda del liceo e dall'anno.
Il kohai deve rispettare il suo senpai quasi fosse un professore, d'altra parte quest'ultimo prende sotto la sua ala protettrice il nuovo componente del club.
evento sportivo scolastico giapponeseNelle prime settimane di attività del club i kohai non partecipano agli allenamenti ma imparano ad installare il materiale e a riporlo, diventandone responsabili, durante tutto l'anno sono loro che puliscono la palestra. Questa gerarchia non rimane all'interno del club, ma si accentua all'esterno di esso, nella disposizione delle bici, nella scelta delle classi etc.
Negli ultimi dieci anni si sono verificati numerosi problemi d'ordine morale, come la violenza, i soprusi e il suicidio.
Per quanto riguarda la violenza bisogna distinguere quella tra studenti e quella degli studenti verso i professori, si sono avuti moltissimi casi senza contare che parecchi istituti preferiscono tacere per preservare la loro immagine.
Gli studenti rimproverano spesso ai professori di essere troppo severi e inquisitori, spesso i castighi corporali rasentano il sadismo, ma pur vietando questo genere di castighi la posizione di insegnanti e genitori rimane molto ambigua.
Pari passo a queste violenze si è fatto strada un altro problema, quello definito "ijime", cioè soprusi che vanno dalla violenza verbale all'estorsione, all'ostracismo.
La solitudine e il fallimento sembrano essere i motivi fondamentali del suicidio tra i giovani. In un sistema in cui la vita di gruppo è molto importante, subire l' ijime può portare lo studente verso il suicidio.
Su tutto questo c'è un continuo dibattito in Giappone ma il ministero dell'istruzione rimane rigido nella sua tradizione.
Luogo pubblico per eccellenza, la scuola giapponese, pare così essere un apprendistato culturale e morale, come vivere in società è dunque insegnato a scuola.
Li istruisce, li responsabilizza, dà loro dei valori morali in modo che la loro personalità possa svilupparsi naturalmente e che possano mantenere e accettare il loro ruolo nella società, ma c'è anche il rovescio della medaglia, per arrivare a questo scopo pare essere troppo severa e assillante, tanto da deresponsabilizzare gli stessi genitori che si affidano un po' troppo a lei e tanta da trovarsi a risolvere problemi come quelli citati poco più su.

a cura di Zita Cattarossi


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